È uscito “Il contante sotto assedio”. Il secondo libro della Collana Auritiana 

18.09.2026
Lo avevamo promesso, la collana Auritiana sarebbe presto cresciuta, legata indissolubilmente al pensiero e l'opera del giurista abruzzese che pose con forza la domanda “Di chi è la moneta?”, questa avventura editoriale curata dal Comitato per la Sovranità Popolare “Giacinto Auriti” continua a indagare sui nodi cruciali della sovranità monetaria e dei diritti economici dei cittadini. Dopo il primo testo dedicato alla figura e alle idee del “professore ribelle”, arriva ora il secondo contributo: “Il contante sotto assedio. L'euro digitale e il futuro della libertà monetaria” di Vincenzo Angelini.

Il volume si inserisce in un dibattito quanto mai attuale. Da anni le istituzioni europee e nazionali spingono verso una progressiva riduzione dell’uso del denaro fisico, presentandolo spesso come strumento di evasione, di criminalità o di inefficienza. Limiti ai pagamenti in contanti, promozione massiccia dei sistemi digitali, discorsi sulla tracciabilità totale e sull’euro digitale delineano uno scenario in cui il “cash” rischia di diventare residuo di un’epoca passata. Angelini ribalta questa narrazione e restituisce al contante il suo significato più profondo: non semplice mezzo di pagamento, ma presidio di libertà, privacy, e in qualche modo resistenza del libero cittadino rispetto alla certezza di una sorveglianza totale.

Nel saggio emergono con chiarezza i rischi di una società interamente “cashless”. Quando ogni transazione passa obbligatoriamente attraverso circuiti bancari o piattaforme private, il cittadino perde autonomia. In caso di blackout, crisi finanziarie, attacchi informatici o tensioni geopolitiche, chi non dispone di banconote può trovarsi improvvisamente escluso dalle attività più elementari. Il contante, al contrario, non dipende dalla rete elettrica né dal consenso di un intermediario: è immediatamente spendibile e non richiede autorizzazioni. È, in questo senso, uno strumento "democratico" e ugualitario, accessibile anche a chi non ha conto corrente, smartphone o familiarità con la tecnologia.

Angelini si muove sul solco del pensiero auritiano. Auriti aveva messo in luce come la moneta non sia un bene “naturale” delle banche, ma un’emanazione della sovranità popolare. Il contante, in quanto forma tangibile di quella moneta, rappresenta un residuo di controllo diretto del cittadino sulla propria ricchezza. Limitare o criminalizzare l’uso della moneta contante significa, in ultima analisi, restringere spazi di libertà economica e rafforzare il potere di chi gestisce i sistemi di pagamento digitali.

Ma il libro non si limita alla denuncia. Offre argomenti giuridici, economici e culturali per rivendicare il diritto al contante come elemento di civiltà. Affronta le ambiguità normative italiane ed europee, le pressioni verso la digitalizzazione forzata e le implicazioni costituzionali di una progressiva marginalizzazione del denaro fisico. In un’epoca in cui la privacy finanziaria viene erosa e la dipendenza dalle infrastrutture tecnologiche cresce, “Il contante sotto assedio” invita a una riflessione sobria e necessaria: quale società stiamo costruendo se togliamo ai cittadini uno degli ultimi strumenti di autonomia economica?

Con questo secondo titolo la collana Auritiana conferma la propria vocazione: non commemorare astrattamente un pensiero, ma attualizzarlo di fronte alle trasformazioni in corso. Vincenzo Angelini consegna ai lettori un testo agile e polemico nel senso più importante del termine, utile a chi vuole capire perché la difesa del contante non è nostalgia, ma questione di libertà e di sovranità.


Ad arricchire ed ampliare l'opera vi sono inoltre la prefazione di Marco Ginanneschi e l'introduzione di Francesco Marrara (già autore di importanti pubblicazioni quali “La sfida partecipativa” e “Economia civile e Terza Via partecipativa” ed in ultimo insieme a Francesco Carlesi “Itinerari del presidenzialismo”. Con una appendice, a cura di Angelini stesso, dedicata a Giacinto Auriti. 

Il volume è dunque un invito alla lettura per chi non si accontenta della retorica “cashless” e preferisce ragionare con gli strumenti della ragione e della storia.


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